Progetto : Le tredici stanze


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In produzione
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Attrezzatura necessaria: bisturi, fogli di velina di differenti formati adatti alla stampa.

Luogo: un ospedale (non possono costituire luogo adatto a tale progetto l’ospedale dismesso,
ed anche la clinica, o il reparto, di riabilitazione, di psichiatria e di pediatria)

In collaborazione con Anna Forlati

Il progetto Le tredici stanze, per un moderno ospedale, evoca la memoria di un luogo ormai scomparso nella sua forma e funzione originaria, l’infermeria dei Novizi nell’ospedale di S. Andrea al Quirinale a Roma, attraverso la riscrittura, tramite incisione dell’intonaco, di sette delle 54 iscrizioni che lo popolavano.
La struttura ospedaliera di cui si parla venne costruita nel XVI secolo dalla congregazione dei Gesuiti: l’ospedale era composto da tredici stanze che dispiegavano una serie di iscrizioni organizzate all’interno di un complesso sistema iconografico di decorazioni. Ciascuna stanza era infatti contrassegnata da quattro aforismi in latino -tratti dalle Sacre Scritture (soprattutto dai Salmi) e dai testi di Ippocrate- che esortavano alla sopportazione, alla speranza e alla preghiera in vista della futura salvezza. Le iscrizioni stabilivano un preciso rapporto tra la propria collocazione, il destinatario e l’enunciatore del messaggio: le iscrizioni sullo stipite esterno e interno rispettivamente erano rivolte al visitatore che entrava a visitare l’ammalato, esortandolo alla visita, e a colui che usciva richiamando la diagnosi medica; mentre quelle tra i letti e sulle pareti erano ammonimenti rivolti al paziente al quale infine era offerta una “voce diretta” nelle iscrizioni sulla testa del letto.
Sulle pareti dell’ospedale moderno saranno riprodotte le scritte incidendo il primo strato di intonaco, e saranno collocate nella posizione occupata originariamente nella struttura architettonica dell’infermeria del S. Andrea. Invece del carattere maiuscolo utilizzato nelle incisioni monumentali originarie verrà utilizzato lo stampatello minuscolo tipico della stampa tipografica giornalistica. Le scritte riporteranno l'originale latino, senza indicazione di alcun tipo rispetto alla fonte o al titolo del progetto artistico.
Ad una pubblicazione sarà affidato tutto il materiale esplicativo del progetto -motivazioni e cenni storici sui due ospedali- riprendendo anche una selezione della documentazione raccolta durante la tesi -testi critici e interviste-.

Il progetto lavora sulla cesura presente tra l’universo spirituale sotteso alle iscrizioni dell’infermeria dei Gesuiti e lo spazio medicalizzato dell’ospedale moderno e con i suoi fruitori: due universi culturalmente e storicamente distanti, e tuttavia non del tutto scissi. Le scritte agiscono come i ricordi di una spiritualità antica legata alla malattia e alla cura, il cui immaginario sopravvive in forma latente nelle speranze affidate al sapere medico moderno e alle esperienze del ricovero. Per questo motivo è stato scelto un metodo di iscrizione che permetta di far apparire e scomparire le frasi a seconda dell’incidenza della luce. Le scritte ricostruiscono così la topografia di uno spazio fisico possibile ormai soltanto nella forma di un’immagine astratta ma spiritualmente presente.


Es. iscrizioni
magni sunt dolores tui, sed maior medicus tuus
Sono grandi le tue pene, ma ancor più grande il tuo medico
[Commento di S. Agostino al Salmo 102](iscr. a parete)

experimentum periculosum, iudicium difficile
L’esperimento è pericoloso e la diagnosi difficile
[Ippocrate, Aforismi] (stipite interno)

cum lugentibus ambula
Accompagna a camminare gli afflitti
[Ecclaesiaste] (stipite esterno)

sanat omnem languidum dominus sed non sanat invitum, opus est ut velis sanet
Il Signore guarisce tutti coloro che languiscono, ma non colui che non desidera essere
curato; è opportuno dunque che tu voglia essere guarito
[S. Agostino, commento al Salmo 101] (pareti)

non solum medicus debet offi cio fungi, sed aeger, & qui illi assistunt
Non soltanto il medico deve essere responsabile del proprio ruolo, ma anche il malato
e coloro che lo assistono
[Ippocrate, Aforismi] (stipite interno)

vigliavi, & factus sum sicut passer solitarius in tecto
Stavo vegliando, e diventai come un passero solitario sul tetto
[Salmo 101] (testa del letto)


Es. incisione sul muro